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13 Ottobre 2026 - Prevenzione oncologica

Diagnosi precoce del tumore alla mammella

Conoscere il proprio seno è il primo passo per scegliere gli esami più adatti e rendere la diagnosi precoce ancora più efficace

Il tumore della mammella è la neoplasia più frequentemente diagnosticata nelle donne. Secondo il rapporto AIOM “I numeri del cancro in Italia 2025”, sono state stimate circa 53.700 nuove diagnosi e oggi sono 925.000 le donne viventi dopo una diagnosi precoce di tumore della mammella. Questi numeri confermano quanto sia fondamentale investire nella sensibilizzazione e nella diagnosi precoce, che negli ultimi decenni hanno contribuito in modo significativo a migliorare la sopravvivenza e le possibilità di cura. Dunque, anche se l’incidenza del tumore risulta in aumento il dato relativo alla mortalità è in diminuzione. Oggi disponiamo di strumenti diagnostici sempre più accurati, ma la loro efficacia dipende anche dalla scelta dell’esame più appropriato in base all’età, alla struttura della mammella e ai fattori di rischio individuali. Per questo motivo non esiste un unico percorso valido per tutte le donne: la prevenzione deve essere personalizzata e costruita attraverso la visita senologica e gli esami strumentali più indicati.

Mammella densa o mammella adiposa: cosa significa?

Per comprendere il significato di mammella densa o mammella adiposa è utile ricordare che la mammella è costituita essenzialmente da tessuto ghiandolare, tessuto adiposo e tessuto fibroso. Quest’ultimo rappresenta l’impalcatura che sostiene la ghiandola ed è ricco di vasi sanguigni, vasi linfatici e fasci nervosi.

In base alla diversa quantità di questi tessuti si distinguono quattro tipologie di seno: adiposo, poco ghiandolare, misto e denso.
Con l’espressione seno adiposo si indica una mammella ricca di tessuto grasso. Questa conformazione rende generalmente più agevole l’interpretazione della mammografia ed è associata a un rischio inferiore di sviluppare un tumore rispetto al seno denso.

Il seno denso, più frequente nelle donne giovani, esprime il concetto di una mammella molto ricca di ghiandole. In questi casi la lettura della mammografia può risultare più complessa e il rischio di sviluppare un tumore è lievemente superiore rispetto a quello delle mammelle adipose. Per questo motivo, quando necessario, la mammografia viene integrata con l’ecografia e, in casi selezionati, con la risonanza magnetica.

Quali controlli fare e a quale età?

L’ecografia mammaria rappresenta il primo esame di riferimento tra i 25 e i 40 anni, periodo in cui la mammella è generalmente più densa. Dopo i 40 anni la mammografia diventa progressivamente l’esame principale per la diagnosi precoce, salvo indicazioni diverse in presenza di familiarità o altri fattori di rischio.

Indicativamente i controlli prevedono:

  • 25-35 anni: autopalpazione, visita senologica ed ecografia annuale.
  • 35-50 anni: visita senologica, ecografia mammaria e mammografia annuale.
  • 50-75 anni: visita senologica annuale e mammografia con eventuale ecografia, con cadenza annuale o biennale in base alla tipologia della mammella e ai fattori di rischio.

La scelta dell’esame non dipende quindi esclusivamente dall’età, ma anche dalle caratteristiche della mammella e dalla storia clinica della paziente. È il senologo a definire il percorso di prevenzione più appropriato e la corretta periodicità dei controlli.

Ribecco

Dott. Sergio Ribecco, medico LILT specialista in radiologia e diagnostica senologica

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