Il Papilloma Virus Umano (HPV) è un virus molto comune, trasmesso principalmente per via sessuale. Esistono oltre 200 ceppi di HPV, ma circa 15 sono considerati ad alto rischio oncogeno. I tipi 16 e 18, in particolare, sono responsabili della maggior parte dei casi di tumore del collo dell’utero, ma il virus può causare anche lesioni genitali, condilomi e altri tipi di tumori, sia nelle donne che negli uomini.
Nella maggioranza dei casi l’infezione da HPV si risolve spontaneamente, senza sintomi. Tuttavia, in alcuni soggetti può persistere nel tempo e provocare alterazioni cellulari chiamate displasie, che, se non intercettate, possono evolvere in tumore. La displasia non è un tumore, ma una lesione precancerosa, che può regredire, restare stabile o progredire: per questo è fondamentale monitorarla con attenzione.
Ad oggi non esistono farmaci in grado di curare l’infezione da HPV. Tuttavia, è possibile prevenirne le conseguenze grazie alla vaccinazione anti-HPV, che protegge dai ceppi ad alto rischio e contribuisce in modo significativo alla riduzione dei tumori correlati, primo fra tutti quello della cervice uterina.
La prevenzione si basa su due strumenti fondamentali:
- il vaccino, raccomandato a tutte le età, idealmente prima dell’inizio dell’attività sessuale ma efficace anche in età adulta;
- il programma di screening cervicale, che include Pap test e HPV test, fondamentali per individuare eventuali lesioni in fase precoce.
Pap test e test HPV: due alleati per la prevenzione
Il Pap test è un esame citologico che analizza le cellule del collo dell’utero per rilevare eventuali anomalie cellulari (displasie). È indicato ogni 3 anni nelle donne tra i 25 e i 30 anni. Il test HPV è un esame microbiologico che rileva direttamente la presenza del virus. È più sensibile del Pap test e viene eseguito generalmente a partire dai 30 anni, con cadenza quinquennale. In caso di test positivo (Pap test alterato o HPV test positivo), è indicato un approfondimento con colposcopia, un esame ambulatoriale indolore che permette di individuare eventuali lesioni e, se necessario, prelevarne un piccolo frammento per analisi (biopsia). Entrambi gli esami si eseguono durante la visita ginecologica, mediante l’inserimento dello speculum e il prelievo di cellule dal collo dell’utero con una spatola o una piccola spazzola morbida. Si tratta di procedure rapide, indolori e fondamentali per individuare precocemente eventuali lesioni pre-cancerose e intervenire prima che evolvano.
Chi può vaccinarsi?
La vaccinazione è gratuita per:
– ragazze e ragazzi a partire dagli 11 anni (offerta attiva);
– donne fino a 26 anni se non già vaccinate;
– uomini fino a 25 anni se non già vaccinati;
– donne trattate per lesioni cervicali di grado CIN2+;
– soggetti con HIV o altre condizioni a rischio.
È possibile vaccinarsi anche da adulti?
Sì. Per tutte le persone adulte che non rientrano nei criteri di gratuità, la vaccinazione è disponibile a prezzo agevolato presso i centri vaccinali delle ULSS. Il ciclo vaccinale prevede:
– 2 dosi se si inizia prima dei 15 anni;
– 3 dosi dai 15 anni in su.
Dove vaccinarsi?
Presso gli ambulatori vaccinali ULSS del territorio o, in alcune ASL. Per informazioni e prenotazioni, è possibile rivolgersi al proprio medico di base, consultare il sito della Regione Veneto o visitare www.haiprenotatovero.it.
Costo del vaccino (in regime SSN)
Per chi non ha diritto alla gratuità, ogni dose costa circa 80 euro, in regime di prezzo agevolato.
Dr.ssa Flavia Filippi, medico LILT, specialista in ginecologia e ostetricia
