TITOLO I

DENOMINAZIONE – SEDEDURATA – OGGETTO

Art. 1)

(Denominazione)
1.1 E’ costituita, ai sensi del TITOLO IV dello Statuto Nazionale della “Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lega contro i Tumori)” approvato con D.M. 30 maggio 2001, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 156 del 7 luglio 2001, un’Associazione riconosciuta Onlus di promozione sociale denominata: “LEGA ITALIANA PER LA LOTTA CONTRO I TUMORI” – Sezione Provinciale di Padova ONLUS. ALLEGATO “A” al rogito rep. n. 27366/13252

Art. 2)

(Natura)
2.1 L’Associazione “LEGA ITALIANA PER LA LOTTA CONTRO I TUMORI” – Sezione Provinciale di Padova ONLUS – d’ora in avanti denominata “Sezione Provinciale” – si costituisce quale struttura periferica della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Ente Pubblico – come da autorizzazione della Sede Centrale del 14 luglio 2003 n. 2003/RL 2829.
2.2 La “Sezione Provinciale” ha natura volontaristica, senza scopo di lucro, che opera nel campo sociale, rivolgendo la propria attività a tutte le persone sul territorio della Provincia di Padova senza distinzione politica, etnica, religiosa e di sesso.
2.3 La “Sezione Provinciale” interviene attraverso i soci che operano nell’ambito dell’associazione e nell’interesse della stessa; essi prestano la loro opera in modo gratuito.
2.4 La gestione della “Sezione Provinciale” spetta al Consiglio Direttivo che ne risponde all’Assemblea dei soci, secondo le norme dello statuto.

Art. 3)

(Sede)
3.1 La “Sezione Provinciale” ha sede in Padova, attualmente in Via Ognissanti n. 99/A.
3.2 Il Consiglio Direttivo può, con propria deliberazione, fissare, trasferire e variare l’indirizzo della sede ed istituire uffici secondari e/o strutture tecniche e amministrative nell’ambito provinciale.

Art. 4)

(Durata)
4.1 L’Associazione ha durata indeterminata.
4.2 E’ fatta salva l’adozione da parte del Consiglio Direttivo Centrale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, dai provvedimenti straordinari disciplinati dallo Statuto Nazionale.

Art. 5)

(Scopo ed Oggetto)
5.1 L’associazione ha come compito istituzionale primario l’attività socio – sanitaria di prevenzione oncologica, che essa persegue senza lucro, con l’esclusivo scopo di promozione umana e sociale. Essa si vale a tal fine dell’indispensabile attività dei volontari. L’associazione svolge la propria attività per l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale.
5.2 In particolare Nell’ambito del territorio provinciale essa promuove ed attua le attività e iniziative di cui all’‘art. 2, commi 2 e 3 dello Statuto Nazionale della Lega contro i Tumori e cioè:
a) attività di anticipazione diagnostica, assistenza psico-sociale, riabilitazione e assistenza domiciliare, soprattutto attraverso le varie espressioni del
volontariato, mel rispetto della normativa concernente le singole professioni sull’assistenza sanitaria;
b) la programmazione oncologica secondo le direttive e indicazioni della Sede Centrale.b) l’informazione e alla salute e alla prevenzione oncologica;
c) iniziative di sensibilizzazione delle persone e degli organismi, pubblici e privati, che operano nell’ambito sanitario e ambientale;
d) iniziative di prevenzione oncologica nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nei confronti di ogni persona;
e) realizzazione e pubblicazione di materiale informativo destinato a scuole di ogni ordine e grado, ospedali, comunità ed altre agenzie;
5.3 Nel perseguimento degli scopi sociali, la Sezione:
a) fruisce dell’opera volontariamente e gratuitamente offerta dai soci o da persone, che pur non essendo soci, partecipano alle finalità dell’Associazione; tutti gli operatori devono essere coperti da assicurazione;
b) collabora e si coordina con pubbliche amministrazioni, Istituzioni, Enti ed organismi pubblici e privati, soprattutto locali, che operano nell’ambito socio-sanitario, ambientale, territoriale della prevenzione oncologica, dell’assistenza e riabilitazione, con associazioni che perseguano scopi umanitari analoghi alla Lega per la salvaguardia della salute;
c) collabora con le Istituzioni scolastiche, con le 00. SS. con i datori di lavoro e loro associazioni, con associazioni sindacali di lavoratori, con i comandi militari del territorio di riferimento;
4) cura la raccolta del supporto economico pubblico e privato per il perseguimento degli scopi statutari anche utilizzando strutture e società specializzate a tali scopi, conferendo incarichi mirati;
e) attua, nel territorio di riferimento, le direttive del Consiglio Direttivo Centrale della Lega Italiana per la lotta contro i Tumori;
f) organizza attività diagnostica preventiva, in forma esclusivamente ambulatoriale, a mezzo di personale medico, nel rispetto della normativa vigente e munendosi delle necessarie autorizzazioni;
g) organizza struttura per l’ospitalità di malati oncologici bisognosi di cure e dei parenti che prestano loro assistenza.
5.4 La Sezione non può perseguire finalità diverse da quelle di solidarietà sociale elencate nel secondo comma, né svolgere attività diverse da quelle ivi menzionate ad eccezione di quelle a esse direttamente connesse.

TITOLO II

I SOCI

Art. 6)

(Categorie di Soci)
6.1 I soci della Sezione Provinciale di Padova sono i soci della Lega Nazionale per la Lotto contro i Tumori. Si distinguono in:
– soci ordinari;
– soci sostenitori;
– soci benemeriti;
– soci onorari.
6.2 La qualità di socio si acquista con l’iscrizione presso la Sezione provinciale di Padova; è personale e non trasferibile.
6.3 Possono essere soci le persone fisiche, le persone giuridiche pubbliche e private, gli enti nonché le associazioni non riconosciute.
6.4 Sono soci ordinari i soggetti che, manifestando adesione agli scopi della Lega contro i Tumori versando la quota annuale.
6.5 Sono soci sostenitori i soggetti che, concorrendo al supporto economico delle attività della Lega contro i Tumori con un‘oblazione annuale significativa superiore a quella ordinaria, manifestino la volontà di esercitare iscritti.
6.6 I soci onorari sono nominati dal Consiglio Direttivo Centrale tra le persone fisiche o gli enti di cui al comma 3 che svolgono opera particolarmente meritoria nel perseguimento degli scopi istituzionali della Lega contro i Tumori.
6.7 La Sezione Provinciale, previa adozione di apposito regolamento adottato dal Consiglio Direttivo Provinciale e approvato dalla sede centrale, può conferire attestati d’onore e funzioni onorarie ai soci che si siano contraddistinti per meritoria attività a sostegno della LILT.
6.8 La tessera di socio della Lega contro i Tumori è nazionale ed è conforme al modello approvato dal Consiglio Direttivo Centrale. Essa riporta la menzione dell’appartenenza alla Sezione di Padova.
6.9 Gli elenchi dei soci della Sezione Provinciale devono comunicare alla sede centrale della LILT il numero dei soci.
6.10 Il Consiglio Direttivo Centrale stabilisce annualmente l’entità delle quote minime per le varie categorie di soci e le modalità di adesione degli enti di cui ai commi 3.

Art. 7)

(Perdita della qualità di socio)
7.1 La qualità di socio si perde:
A. automaticamente:
a) per dimissioni;
b) per mancato pagamento della quota sociale annuale entro il 31 dicembre, salvo il diverso termine fissato dalla Sede Centrale;
B. previa delibera del consiglio Direttivo Sezionale approvata a maggioranza assoluta dai componenti con voto segreto:
a) per indegnità;
b) per comportamenti e iniziative che ledano l’immagine, le attività e le potenzialità operative della Sezione.
Avverso la delibera di cui al precedente punto B) il socio interessato può proporre reclamo avanti al Collegio dei Probiviri della Sede Centrale. In caso di comportamenti e iniziative che ledano l’immagine, le attività e le potenzialità operative della Lega Nazionale o di un suo Organo, la perdita della qualità di socio sarà deliberata dal Collegio dei Probiviri della Sede Centrale.

TITOLO III

ORGANIZZAZIONE DELLA SEZIONE

Art. 8)

(Organi della Sezione)
8.1 Sono organi della Sezione:
– l’Assemblea dei soci;
– il Consiglio Direttivo Provinciale (CDP);
– il Presidente;
– il Collegio dei Revisori.
8.2 Il CDP può eleggere, nel proprio seno, un Comitato esecutivo.

Art. 9)

(Assemblea dei Soci)
9.1 L’Assemblea dei Soci, secondo le direttive della Sede Centrale:
– elegge i componenti del Consiglio Direttivo Provinciale e dei Revisori dei Conti;
– delibera le modifiche all’atto costitutivo e allo Statuto, salve le competenze del CDP;
– approva il conto consuntivo annuale sottopostole dal CDP insieme alla relazione dei Revisori dei Conti.
9.2 L’Assemblea si riunisce almeno una volta all’anno.

Art. 10)

(Convocazione dell’Assemblea)
10.1 L’Assemblea è convocata dal Consiglio Direttivo Provinciale per mezzo di Invito affisso nei locali della Sezione Provinciale, pubblicazione sul sito web o sul notiziario sezionale oppure su uno o più organi di stampa locale, almeno quindici giorni prima della data fissata per la riunione, salvo il maggior termine previsto in caso di elezione degli organi sociali. Nell’avviso di convocazione devono essere indicati il luogo, il giorno e l’ora della riunione, nonché gli argomenti sui quali l’Assemblea è chiamata a deliberare.
10.2 L’Assemblea deve essere, inoltre, convocata dal Consiglio Direttivo quando ne abbiano fatta richiesta scritta e motivata il Collegio dei Revisori oppure almeno il 30% (trenta per cento) per cento dei soci.
10.3 Nel caso del comma precedente, ove il CDP non provveda alla convocazione entro trenta giorni dalla richiesta, può provvedervi il Collegio dei Revisori o, in sua mancanza od inerzia, un commissario ad acta nominato dal Presidente Nazionale.

Art. 11)

(Partecipazione e voto)
11.1 Hanno diritto di intervenire all’Assemblea tutti i soci iscritti nell’anno in corso.
11.2 Hanno diritto di voto i soci iscritti da almeno tre mesi dalla data delle elezioni. Ciascun socio ha diritto di esercitare un solo voto.
11.3 I soci possono farsi rappresentare in assemblea da un altro socio, che non sia componente del Consiglio direttivo provinciale o del Collegio provinciale dei revisori, conferendo ad esso apposita delega scritta, che sarà conservata agli atti; lo stesso socio non può rappresentare più di tre soci.

Art. 12)

(Costituzione)
12.1 In prima convocazione l’Assemblea è regolarmente costituita con l’intervento di tanti soci che rappresentano almeno la metà degli associati. 12.2 Salvo diversa indicazione contenuta nell’avviso di convocazione, la seconda convocazione si intende automaticamente fissata due ore dopo la prima. Nelle assemblee convocate per l’elezione degli organi sociali o per le modifiche all’Atto Costitutivo o allo Statuto la seconda convocazione si intende automaticamente fissata per la stessa ora del giorno successivo.
12.3 In seconda convocazione l’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è validamente costituita qualunque sia il numero degli associati intervenuti. 12.4 Sia in prima che in seconda convocazione l’Assemblea delibera a maggioranza dei votanti, salvo diversa previsione del presente Statuto.

Art. 13)

(Svolgimento)
13.1 L’Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo ed, in caso di sua assenza, dal Vice Presidente. In mancanza di entrambi l’Assemblea provvede ad eleggere È1 proprio Presidente.
13.2 Il Presidente dell’Assemblea nomina un segretario e, quando l’Assemblea sia chiamata ad elezioni, anche due scrutatori. Spetta al Presidente l’accertamento del diritto dei singoli a partecipare all’assemblea, la direzione del dibattito assembleare e la scelta del modo di espressione del voto.
13.3 Il voto è espresso di norma in modo palese, salvo diversa determinazione del Presidente, in relazione all’oggetto di deliberazione.
13.4 Il voto per l’elezione degli organi della sezione è espresso con voto segreto.
13.5 Dell’attività dell’Assemblea è redatto un verbale firmato dal presidente e dal segretario, salvo le diverse forme prescritte dalla legge in funzione della natura della sezione e della materia oggetto di deliberazione.

Art. 14)

(Convocazione dell’Assemblea per l’elezione degli Organi sociali)
14.1 I componenti del CDP e del Collegio provinciale dei revisori sono eletti dall’Assemblea dei soci.
14.2 Un regolamento esecutivo, deliberato dal CDP, sulla base di uno schema tipo formalizzato dalla Sede centrale, da adottarsi almeno tre mesi prima della scadenza degli organi sezionali, stabilisce procedure e modalità delle operazioni elettorali prevedendo altresì, l’incompatibilità per i parenti o gli affini entro il quarto grado di ricoprire contestualmente le cariche sociali di cui al presente regolamento.
14.3 Le elezioni sono indette dal CDP uscente almeno trenta giorni prima della scadenza del mandato.
14.4 La Sezione provinciale nella costituzione dei propri organi sociali favorisce l’attuazione del principio di pari opportunità tra uomini e donne.

Art. 15)

(11 Consiglio Direttivo Provinciale)
15.1 La Sezione Provinciale è amministrata dal Consiglio Direttivo Provinciale, composto da cinque componenti.
15.2 Possono essere eletti componenti del CDP i soci iscritti da almeno 12 mesi dalla data delle elezioni e tutti i Commissari straordinari, purché iscritti – prima delle elezioni — senza vincoli temporali.
15.3 I componenti del CDP durano in carica cinque anni e sono rieleggibili per un altro mandato.

Art. 16)

(Presidente e Vice Presidente)
16.1 Il Consiglio Direttivo elegge il Presidente e il Vice Presidente.
16.2 Il Presidente può essere riconfermato sino ad un massimo di quattro mandati.
16.3 Il Consiglio Direttivo, su proposta del Presidente, può delegare ad uno o più dei suoi membri determinati compiti esecutivi inerenti iniziative o programmi, indicandone i poteri e le modalità di svolgimento tra i quali, l’eventuale adozione di provvedimenti urgenti, anche se di competenza del CDP, salvo ratifica di quest’ultimo alla prima riunione successiva.

Art. 17)

(Convocazione e funzionamento del Consiglio Direttivo Provinciale)
17.1 Il CDP è convocato in seduta ordinaria almeno due volte l’anno e in seduta straordinaria ogni volta che il Presidente lo ritenga necessario, oppure quando ne sia fatta richiesta da almeno un terzo dei suoi membri. Dovrà sempre essere convocato per la ratifica del provvedimento addottati d’urgenza.
17.2 Il Consiglio Direttivo è validamente costituito quando è presente la metà più uno dei suoi componenti e delibera a maggioranza dei presenti. Salvo diversa prescrizione, in caso di parità, prevale il voto di chi presiede.
17.3 Il Consiglio è presieduto dal Presidente ed, in caso di sua assenza, dal Vice Presidente. In assenza di entrambi il Consiglio è presieduto dal Consigliere più anziano di età.
17.4 Delle riunioni è redatto su apposito libro il relativo verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

Art. 18)

(Modo di convocazione)
18.1 Il CDP è convocato dal Presidente e, in caso di sua assenza o di suo impedimento, dal vice Presidente mediante avviso scritto inviato a mano o per posta, a mezzo telefax o posta elettronica o qualsiasi altro mezzo idoneo che ne garantisca l’avvenuta ricevuta (es. sms, mms, ecc.) a tutti i componenti del Consiglio stesso almeno sette giorni prima del giorno fissato per l’adunanza.
18.2 In caso di urgenza la convocazione può essere ridotta a due giorni per mezzo di posta elettronica.
18.3 La presenza di tutti i consiglieri sana qualsiasi irregolarità formale della convocazione.

Art. 19)

(Cessazione della carica di Consigliere)
19.1 La carica di consigliere cessa alla scadenza del mandato ovvero con la perdita della qualità di socio o per dimissioni.
19.2 Qualora venga a cessare dalla carica un Consigliere il Consiglio Direttivo procede alla sostituzione nominando, tra i non eletti il più votato.
19.3 Quando la maggioranza dei membri eletti dal Consiglio Direttivo cessa dal proprio ufficio i rimanenti debbono convocare senza indugio l’Assemblea per il rinnovo dell’intero Consiglio Direttivo. Fino al rinnovo del Consiglio, essi procedono alla sola gestione degli affari correnti.

Art. 20)

(Compiti e poteri del Consiglio)
20.1 Il Consiglio Direttivo è investito dai più ampi poteri per il compimento di tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione utili o necessari per il raggiungimento degli scopi sociali. A tal fine:
a. Predispone ed approva il bilancio preventivo entro il 30 settembre di ogni anno;
b. Predispone ed approva il conto consuntivo entro il 28 febbraio di ogni anno. Il rendiconto va sottoposto, dopo l’approvazione, all’Assemblea dei soci insieme alle eventuali osservazioni del Collegio dei Revisori.

Art. 21)

(Nomina, compiti e poteri del Presidente)
21.1 Il Presidente provinciale, che è anche presidente dell’Assemblea dei soci e del Consiglio direttivo provinciale, è eletto dal CDP tra i propri componenti, dura in carica cinque anni e può essere confermato per un solo mandato.
21.2 Il Presidente provinciale ha la rappresentanza legale della Sezione provinciale e può compiere tutti gli atti non espressamente riservati alla competenza di altri organi nonché delegare singoli compiti al vice Presidente o ad altri componenti del Consiglio direttivo provinciale.
21.3 In assenza del Presidente i suoi poteri sono esercitati dal vice Presidente.

Art. 22)

(Il Collegio dei revisori)
22.1 Il collegio provinciale dei revisori è costituito da tre componenti eletti dall’Assemblea dei soci unitamente ai componenti del CDP.
22.2 Il Collegio provinciale dei revisori elegge nel proprio seno il Presidente.
22.3 Il collegio provinciale dei revisori predispone le relazioni sui bilanci preventivi e consuntivi e viene invitato alle riunioni del CDP.
22.4 Le riunioni del Collegio sono valide con la presenza di almeno due dei suoi componenti.
22.5 Le decisioni sono assunte con il voto favorevole di almeno due componenti.
22.6 I revisori sono scelti secondo quanto previsto al comma I dell’art. 22 dello statuto nazionale.
22.7 Il Collegio provinciale dei revisori dura in carica per lo stesso periodo del CDP e i suoi componenti possono essere riconfermati per un solo altro mandato.

TITOLO IV

PATRIMONIO – GESTIONE FINANZIARIA

Art. 23)

La sezione Provinciale provvede agli scopi statutari:
a) con le rendite del proprio patrimonio mobiliare e immobiliare;
b) con le quote associative versate dai soci;
c) con i proventi delle proprie attività;
d) con oblazioni di enti, persone giuridiche e privati, donazioni e lasciti testamentari, rimborsi derivanti da convenzioni, contributi di organismi locali, nazionali ed internazionali;
e) con eventuali contributi dello Stato, delle Regioni, degli Enti Locali e della Sede Centrale.

Art. 24)

(Patrimonio della Sezione)
24.1 La Sezione ha patrimonio proprio, distinto da quello della Lega Nazione contro i Tumori, gode di autonomia amministrativa e gestionale e risponde con il proprio patrimonio di tutte le obbligazioni inerenti i rapporti da essa instaurate.
24.2 Versa alla Sede centrale il contributo annuale determinato dal CDN.
24.3 La Sezione può essere titolare del diritto di proprietà di beni immobili, mobili anche registrati, azioni, obbligazioni, titoli di Stato o similari emessi da Enti Territoriali, ed altri prodotti finanziari, nonché di diritti reali su immobili, mobili anche registrati, acquistati in conformità all’art. 922 del Codice Civile e per donazione.
24.4 La Sezione contribuisce, in rapporto ai propri mezzi alla realizzazione di singoli programmi di rilevanza nazionale, secondo criteri e modalità stabiliti dal Consiglio Direttivo Centrale.
24.5 In caso di scioglimento della Sezione per qualunque causa, il patrimonio della stessa verrà devoluto ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta della legge.

Art. 25)

(Gestione Finanziaria)
25.1 L’esercizio finanziario coincide con l’anno solare;
25.2 Per ogni esercizio finanziario devono essere compilati il bilancio di previsione, eventuali variazioni ed il conto consuntivo che dovranno essere comunicati preventivamente al Consiglio dei Revisori per le proprie determinazioni ed eventuali osservazioni.
25.3 La Sezione invia alla Sede centrale il rendiconto dell’anno precedente entro il 28 febbraio dell’anno successivo cui si riferisce il bilancio e il bilancio preventivo con il programma di attività entro il 30 settembre di ciascun anno.
25.4 Gli utili o gli avanzi di gestione risultanti dai rendiconti di cui ai commi precedenti dovranno essere impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse
25.5 E’ fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale per tutta la durata della Sezione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura.

TITOLO V

DECADENZA DEGLI ORGANI DI SEZIONE

Art. 26)

26.1 Qualora il CDN, in attuazione di quanto disposto dall’articolo 7, comma 2, lett. p), dello Statuto nazionale della LILT, nomini un Commissario straordinario della sezione provinciale, decadono di diritto tutti gli organi sociali, ad eccezione del Collegio provinciale dei revisori.
26.2 Tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione dell’Associazione spettano al Commissario straordinario, che entro il termine massimo di sei mesi, prorogabile con debita motivazione di altri sei, deve provvedere all’indizione delle elezioni ed all’insediamento del nuovo CDP.
26.3 Nel caso in cui il CDN deliberi lo scioglimento della Sezione provinciale viene sciolta di diritto anche l’Associazione e alla sua liquidazione provvede un Commissario nominato dal CDN, con devoluzione di ogni bene ad ‘altre Sezioni Provinciali della LILT operanti nella Regioni ovvero alla Sede Centrale della LILT, come previsto dall’articolo 24 dello Statuto nazionale.

F.to Donato Nitti
F.to dr. Riccardo Speranza Notaio (L.S.)

Lo Statuto