Senologia

Francesco Schittulli – Presidente Nazionale LILT

A cura di: Alberto Marchet

Il tumore della mammella continua ad essere il principale “big killer” tra i tumori che interessano il genere femminile. Nonostante la incidenza di questa patologia continui, anche se lentamente, ad aumentare, la sua mortalità è in progressiva e costante diminuzione. Questi risultati sono in buona parte legati ad una sempre più corretta informazione e una maggiore sensibilizzazione verso la diagnosi precoce, che si è rivelata strategicamente determinante per la guaribilità di questo tumore. Si stima che in Italia siano oltre 45.000 ogni anno i nuovi casi di cancro della mammella. L’aumento dell’incidenza del tumore al seno è stata pari circa al 14% negli ultimi sei anni. In particolare il tumore al seno registra un aumento tra le giovani donne: in età compresa tra i 25 e i 44 anni l’incremento è stato di circa il 29%. Si tratta di una fascia di età “esclusa” dal programma di screening previsto dal Servizio Sanitario Nazionale che viene riservato alle donne di età compresa tra i 50 ed i 69 anni.

Per questo la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori vuole promuovere la cultura della prevenzione come metodo di vita per tutte le donne anche in giovane età, affinché si sottopongano a visite senologiche periodiche e, a partire dai 40 anni, prendano in considerazione l’opportunità di effettuare anche esami strumentali (mammografia ed ecografia mammaria). La disponibilità di raffinate ed innovative tecniche di imaging consente di migliorare la capacità diagnostica della mammografia aumentando la diagnosi precoce . Tutto questo è sinonimo di maggiore guaribilità del cancro della mammella con interventi chirurgici molto più conservativi e con un globale miglioramento della qualità di vita. Attualmente la guaribilità del cancro della mammella si è attestata intorno all’85-90%. Ma si potrebbe arrivare a percentuali ancora superiori se tutte le donne eseguissero regolarmente i controlli senologici previsti nei programmi di diagnosi precoce. L’obiettivo che persegue la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori è infatti di poter raggiungere “mortalità vicine allo zero” per i tumori alla mammella.

Prof. Francesco Schittulli
Senologo-chirurgo oncologo
Presidente Nazionale LILT (Fonte: Linee guida AIOM del Melanoma 2014)

 

RACCOMANDAZIONI
“a partire dai 30 anni sottoponiti ad una visita senologica, tra i 40 e i 49 anni effettua una mammografia ogni 12-24 mesi. Oltre i 50 anni effettua una mammografia almeno ogni 2 anni e continua ad eseguire quest’esame periodicamente anche dopo i 70 anni. L’ecografia sarà richiesta secondo necessità. Aderisci ai programmi di screening”.

 

QUALI SONO GLI ESAMI PER SCOPRIRE PRECOCEMENTE IL TUMORE DELLA MAMMELLA?


È importante individuare il tumore il più precocemente possibile. Quando tumore mammario misura meno di un centimetro, la probabilità di guarigione è di oltre il 90%, gli interventi sono in genere conservativi e non procurano danni estetici alla donna. Gli esami più importanti per la diagnosi di un tumore mammario sono:

Visita Senologica
È l’esame clinico della mammella eseguito da uno specialista in senologia, al fine di riscontrare l’eventuale presenza di noduli o di altri segni clinici sospetti, meritevoli di ulteriori indagini.
La visita senologica è anche l’occasione per un colloquio approfondito con la donna sulla educazione sanitaria relativa al “cancro della mammella”.

Mammografia
È la tecnica più idonea e valida nel diagnosticare, con una metodologia relativamente semplice, la maggior parte dei tumori della mammella in fase iniziale, prima ancora che siano palpabili. Per questo motivo la mammografia è attualmente l’unica tecnica che possa essere utilizzata come test di base in un programma di screening e alla quale non si deve mai rinunciare nel caso di sospetto carcinoma, qualunque sia l’età della donna.

Ecografia
Nonostante la rivoluzione dell’imaging ed il rapido evolversi della tecnologia, l’ecografia non deve essere utilizzata come unico esame radiologico per la diagnosi precoce dei tumori della mammella. Quindi, allo stato attuale delle conoscenze, salvo casi particolari (es. giovane età), è consigliabile che l’ecografia sia utilizzata in associazione alla mammografia, ed eventualmente alla risonanza magnetica. Peraltro essa offre contributi talora insostituibili nella diagnosi di lesioni nodulari benigne.

 

Alberto Marchet – Responsabile Sanitario LILT Padova

E’ POSSIBILE PREVENIRE IL TUMORE DELLA MAMMELLA?

La risposta è sicuramente affermativa. Le strategie preventive si basano su due approcci ben precisi e fra loro integrati: la prevenzione primaria e quella secondaria. La prevenzione primaria ha l’obiettivo di individuare e rimuovere le cause che contribuiscono allo sviluppo di un tumore (fattori di rischio). Per il tumore della mammella fare prevenzione primaria significa controllare l’alimentazione (dieta mediterranea) evitando l’obesità. Significa anche evitare di sottoporsi a terapie ormonali eccessivamente prolungate.

La prevenzione secondaria ha l’obiettivo di ottenere la diagnosi più precoce possibile. La scoperta del tumore (in genere con la mammografia e l’ecografia) nella sua fase iniziale permette cure meno aggressive e con maggiori possibilità di guarigione. La diagnosi precoce rappresenta l’arma vincente nella lotta al cancro della mammella.

Alberto Marchet
Medico Chirurgo e Responsabile Sanitario LILT Padova

 

AUTOESAME DELLE MAMMELLE: IMPARIAMO COME ESEGUIRLO
L’autopalpazione permette alla donna di conoscere il proprio seno. Dopo i 25 anni, andrebbe effettuata regolarmente una volta al mese nei giorni successivi al ciclo mestruale e consiste nell’osservazione allo specchio delle proprie mammelle e nella palpazione delle stesse. È particolarmente importante comprendere che il compito dell’autoesame non è la diagnosi ma solo “la conoscenza” delle proprie mammelle e quindi la percezione di eventuali cambiamenti nella struttura della ghiandola mammaria da comunicare tempestivamente al proprio medico. Nella figura è rappresentata schematicamente la procedura da seguire per una corretta autopalpazione del seno.

E’ importante che le donne conoscano anche segni e sintomi con i quali un tumore della mammella può presentarsi. In particolare bisogna fare attenzione se:

  1. La cute della mammella o dell’areola appare alterata, arrossata, ispessita o retratta.
  2. Il capezzolo risulta retratto, soprattutto se la rientranza del capezzolo è di recente comparsa e se sulla cute dell’areola       compaiono delle piccole eruzioni cutanee o delle crosticine.
  3. Compaiono secrezioni spontanee dal capezzolo, soprattutto se ematiche.
  4. Alla palpazione della mammella o del cavo ascellare si nota la comparsa di un nodulo o una tumefazione.
  5. La mammella sembra arrossata ed aumentata di volume.

Non preoccuparsi invece se periodicamente si accusa del dolore o senso di tensione al seno, soprattutto in corrispondenza del ciclo mestruale.